110) Feyerabend. L'anarchia epistemologica.
Se la teoria anarchica  discutibile in campo politico,  invece
utile ed auspicabile nel campo dell'epistemologia.
P. K. Feyerabend, Contro il metodo, traduzione italiana di L.
Sosio, Feltrinelli, Milano, 1979, pagine 15-17 e 21-22 (vedi
manuale pagine 335-336).

 L'idea di un metodo che contenga princpi fermi e immutabili e
assolutamente vincolanti come guida nell'attivit scientifica si
imbatte in difficolt considerevoli quando viene messa a confronto
con i risultati della ricerca storica. Troviamo infatti che non
c' una singola norma, per quanto plausibile e per quanto
saldamente radicata nell'epistemologia, che non sia stata violata
in qualche circostanza. Diviene evidente anche che tali violazioni
non sono eventi accidentali, che non sono il risultato di un
sapere insufficiente o di disattenzioni che avrebbero potuto
essere evitate. Al contrario, vediamo che tali violazioni sono
necessarie per il progresso scientifico. In effetti, uno fra i
caratteri che pi colpiscono delle recenti discussioni sulla
storia e la filosofia della scienza  la presa di coscienza del
fatto che eventi e sviluppi come l'invenzione dell'atomismo
nell'Antichit, la rivoluzione copernicana, l'avvento della teoria
atomica moderna (teoria cinetica; teoria della dispersione;
stereochimica; teoria quantistica), il graduale emergere della
teoria ondulatoria della luce si verificarono solo perch alcuni
pensatori o decisero di non lasciarsi vincolare da certe norme
metodologiche ovvie o perch involontariamente le violarono.
Questa libert di azione, lo ripeto, non  solo un fatto della
storia della scienza. Esso  sia ragionevole sia assolutamente
necessario per la crescita del sapere. Pi specificamente, si pu
dimostrare quanto segue: data una norma qualsiasi, per quanto
fondamentale o necessaria essa sia per la scienza, ci sono
sempre circostanze nelle quali  opportuno non solo ignorare la
norma, ma adottare il suo opposto. Per esempio, ci sono
circostanze nelle quali  consigliabile introdurre, elaborare e
difendere ipotesi ad hoc, o ipotesi che contraddicano risultati
sperimentali ben stabiliti e universalmente accettati, o ipotesi
il cui contenuto sia minore rispetto a quello delle ipotesi
alternative esistenti e adeguate empiricamente, oppure ancora
ipotesi autocontraddittorie eccetera
Ci sono addirittura circostanze - le quali si verificano anzi
piuttosto spesso - in cui il ragionamento perde il suo aspetto
orientato verso il futuro diventando addirittura un impaccio al
progresso.
K. R. Popper, Logica della ricerca e societ aperta, Antologia a
cura di D. Antiseri, La Scuola, Brescia, 1989, pagine 319 e 321-
322.
